La signora Lohengrin

Semplicemente un libro di altri tempi che ti catapulta in un’epoca in cui le cose (anche quelle sentimentali) funzionavano un po’ diversamente. Puo’ parere a tratti difficile da seguire, o meglio da capire fin in fondo come i due protagonisti si possano accontentare di una storia d’amore basata su qualche incontro occasionale, ma dalla quale fa trapelare un’amore che in realtà ai giorni nostri certe coppie sposate non possiedono. In un’epoca dove era fondamentale trovare un uomo o una donna con la quale condividere la vita e mettere su famiglia prima dei 30 anni, ci si trova invece a veder “giocare” con il tempo, lasciar scorrere le cose perché’ in fondo se devono succedere prima o poi succederanno. Si puo’ prendere ispirazione da un libro di altri tempi per poter vivere anche nei giorni nostri: nella quale non si da più’ importanza ai piccoli gesti, al motivo dei vari incontri e soprattutto allo stare insieme per condividere idee, passioni o una semplice giornata di sole. Si riscopre, così, il valore che bisognerebbe dare alle persone, il cercare di conoscerle per davvero, capire ancor prima che dicano qualcosa cosa in realtà stanno pensando. Sembra probabilmente paradossale, ma la colpa e’ fondamentalmente nostra. Nonostante il poco tempo che si riesce a ritagliare per amici e amanti, spesso di quel poco ne rimane niente. Non si parla più a cuore aperto, ma sempre dietro uno vetro (magari quello di un bicchiere di vino), preferendo raccontarsi per quello che si vuole dar a vedere agli altri piuttosto che per quello che si e’ veramente.

Aristotele & Dante – Recensione

Se questo romanzo si limitasse ad una storia semplice e dei bei personaggi sarebbe un romanzo comune. Quello che lo rende straordinario è lo stile. Senza filtri. E’ come se questo romanzo fosse una lunga poesia, meravigliosa, evocativa, emozionante, ma scritta in prosa.

“We all fight our own private wars.”

Riassumere quello che succede ai due personaggi, ad Ari e Dante, dopo il momento in cui si incontrano un giorno per caso nella piscina del paese è molto difficile. Sicuramente perché il rischio spoiler è altissimo e poi perché la loro storia è un po’ come un puzzle, in cui gli eventi si incastrano uno con l’altro in continuazione. Mi dispiace per chi si aspettava una recensione piu’ descrittiva (che poi normalmente non amo descrivere il libro, ma raccontarvi che cosa mi ha suscitato perche’ sono abbastanza convinta che la caratteristica chiave dei libri sia semplicemente quello che ti lasciano).

Quello che ho amato di questo romanzo sono innanzitutto i personaggi. Complicati, fuori dalle righe e stravanganti ma del tutto onesti con se stessi. La loro è un’amicizia fatta di molte parole (quelle di Dante) ma anche di silenzi (per lo piu’ di Ari), di analisi introspettive, di piccoli e grandi gesti, di lunghe passeggiate nel deserto e qualche follia.

“I wondered what that was like, to hold someone’s hand. I bet you could sometimes find all of the mysteries of the universe in someone’s hand.”

Impossibile – recensione Storytel

img_7961<a href="http://Impossibile""“>Impossibile – Erri De Luca

Una lettura snella ma allo stesso tempo profonda. Si parla di amore, quello per la sua amata, ma anche per la montagna. Si parla di ideali, di emozioni e di vita. Si parla della vita in carcere, di come si modifica la percezione di questa con il tempo. Ed allo stesso tempo di come questo modifica la percezione della vita in carcere.

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Una storia che sa di montagna, raccontata dal punto di vista di chi vive questo ambiente non solo immergendosi attraverso le escursioni, ma soprattutto con l’approccio alla sua vita quotidiana. Una storia che è un giallo senza il thriller ma senza per questo perdere di intensità. Una storia in cui la coincidenza insospettisce.

Al suo interno, tra lo scontro verbale che prende campo tra i due protagonisti, vengono affrontate molteplici tematiche della nostra società, della sua evoluzione, di quel che è diventata.

Personalmente di questo libro ho amato potermi perdere nella sua descrizione della montagna, di quello che significa per lui, di come si dovrebbe sentire e camminare su quella terra. Mi sono persa nella sua descrizione dell’amore puro e vero, con solo quel tipo di concretezza può rendere il sentimento vivibile e duraturo.

In sostanza, consigliatissimo!

Durata: 2h e 30

Voce: Riccardo Riccobello e Riccardo Floris

Per acquistarlo: <a href="http://Impossibile""“>qui!

Codice Montemagno – recensione Storytel

Così come descritto dall’autore stesso, questo libro (audiolibro) è un promemoria di concetti che servono non solo agli adepti ma anche per chi vuole capire come funzionano determinate cose… ma soprattutto vuole far capire come determinati meccanismi possono manipolare la nostra visione degli eventi e delle cose.

Ci sono molti spunti interessanti, tra cui un lungo capitolo in cui si parla di Trump, della sua ascesa e dei punti chiave della sua campagna per arrivare a diventare il nuovo presidente degli Stati Uniti.

Parla di comunicazione e di tutto quello che ad oggi vuole significare. Mi sarei aspettata un’analisi più profonda e approfondita rispetto ai suoi video a cui sono abituata.

Se avessi dovuto acquistare il libro nel formato classico (cartaceo) forse avrei acquistato qualcos’altro. Come audiolibro, invece, sono 3 ore di lettura molto più vicina al linguaggio e alla forma a cui siamo soliti sentire Montemagno… interessante quindi da ascoltare!

Durata: 3 ore e mezza
Voce: Fabrizio Rocchi

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Nanga Parbat – Recensione

E’ la storia di una montagna mito e di un’impresa sovrumana. Di un pizzico di fortuna e di tanta passione. Non e’ fantasia ma e’ Nanga, di Simone Moro. Ci tengo da subito a sottolineare che a differenza di molti altri libri di imprese e conquiste di vette, questo libro ha un’anima molto piu’ profonda. Non e’ il classico spiegone di corde tirate (dove, come e quando), di campi base montati (dove, come e quando), con l’elenco sterile di alpinisti partiti e alpinisti ritornati dalla spedizione. Simone si racconta in maniera romantica, come se stesse scrivendo la sua storia d’amore con la montagna.

Il libro comincia con tutto quello che e’ stato il background dell’autore: i tentativi provati negli anni precedenti, le perdite umane avute. I miti alla quale si rifa’. La difficolta’ psicologica del ritornare in pista dopo aver visto morire delle persone, dei famigliari, con una passione cosi’ estrema. La semplicita’ del racconto rende la storia quasi surreale, come se fosse una storia e basta. E invece quell’uomo alto e secco ha veramente conquistato la punta del Nanga.

La seconda parte e’ piu’ focalizzata sul tentativo che l’ha portato al grande successo: la vetta. Racconta di come hanno affrontato i vari campi base. Del fisico che in quel momento era pronto. Negli anni passati l’altitudine aveva giocato un brutto colpo a Simone, impedendogli di proseguire il cammino. Ci vuole una sorta di acclimatazione anche per l’altitudine, e lui non era riuscito a superarla. Se il tuo corpo non sta bene a 5000, non puoi pensare di arrivare a 8000 mt nella fatidica zona della morte. Il rischio embolo e’ quasi una sicurezza. E’ come partire per la battaglia della vita con un braccio solo. Affronteresti mai un pugile professionista sapendo di non avere almeno entrambe le braccia libere? Non credo proprio.

In quel particolare momento della sua vita invece, il corpo sembrava quasi suggerirgli di andare. Non aveva nemmeno dovuto fare tutta la fase di “salita-discesa-risalita” per abituarsi all’altitudine. Il suo corpo era in bolla. A livello metereologico ci sono pochi giorni a disposizione per poter tentare la salita della tua vita, soprattutto in inverno come ha fatto Simone. I rischi sono innumerevoli, dalla bufera alla valanga. E ad 8000mt d’altezza voglio dire 100% morte. Ma anche il tempo era stato clemente.

E’ ammirevole il rispetto che l’alpinista dimostra nei confronti della montagna e della natura. Questo libro sembra il romanzo di una lunga storia d’amore.
“E quella con il Nanga lo è stata. Vieni respinto un sacco di volte ma, a forza di corteggiare l’oggetto del tuo amore, capisci come devi cambiare l’approccio per farti accettare… All’inizio mi era stato proposto come sottotitolo Come ho conquistato il Nanga Parbat la montagna assassina. A parte il fatto che la montagna non è assassina, ho detto no perché non ho mai voluto usare il verbo conquistare. Mi hanno ribattuto: ‘Ma sarebbe proprio nel senso di ottenere la mano dell’amata…’. Sì, ma quanti l’avrebbero letto in quella chiave? Così il sottotitolo ora è: Come ho corteggiato la montagna che chiamavano assassina. Un lungo corteggiamento. Infatti, mentre pensavo a quanto dovevo scrivere, l’emozione più forte l’ho provata rendendomi conto che si è trattato di un intero anno della mia vita! Quattro spedizioni, per tre mesi ognuna di permanenza sulla montagna…”.

 

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Voto: 8/10

Vagamondo

Prima di partire per un lungo viaggio come quello in Islanda, avevo saggiamente letto un libro che parla di viaggi.  Anzi, di una vita passata in viaggio: VAGAMONDO.

ATTENZIONE: altamente controindicato per chi si sente intrappolato, per chi vorrebbe qualcosa di piu’ dalla vita. Moderatamente sconsigliato per chi passa piu’ tempo a cercare aerei piuttosto che dormire la notte.

EFFETTI COLLATERALI:
– Partenza compulsiva prima delle 40 pagine.
– Progettazione isterica delle prossime mete da visitare.
– Depressione post ultima pagina.
– Dipendenza da travelblogger.

Carlo si racconta in maniera trasparente e senza mezzi termini. Riesce a descrivere le brutture della sua vita precedente con la semplicita’ di chi ormai le vede solo piu’ da fuori. Scelte fatte in tempi lontani che seppur criticabili hanno reso possibile quello che e’ il viaggio della sua vita. La sensazione che solo toccando il fondo uno possa poi vedere la vita con occhi diversi. Liberarsi da tutto quei “ma”, “vorrei”, “pero’ ” che ogni giorno bloccano il nostro Io piu’ intimo.

Il libro e’ niente di piu’ e niente di meno che un diario di viaggio, dove l’autore racconta le sue mete passo dopo passo. Una sorta di viaggio di crescita: si parte dalla frustrazione iniziale e si arriva alla completa liberazione. Dall’alcool e le droghe allo yoga e al diventare vegetariani. Carlo racconta poi le culture incontrate e le difficolta’ superate. Un viaggio in solitaria che ti trascina, pagina dopo pagina, a camminare insieme a lui in giro per il mondo. La voglia di vedere dal vivo i posti descritti diventa a tratti una necessita’.

Quello che ho veramente apprezzato e ammirato e’ il duplice percorso che ha affrontato: quello interiore e quello intorno al mondo. Dopo 24 nazioni, 95450km e 528 giorni e’ riuscito a trovare se stesso e la sua pace interiore.