Recensione AudioLibro| L’arminuta, di Donatella Di Pietrantonio, ed. Einaudi (Audible)

L’Arminuta, la trama

Ci sono romanzi che toccano corde così profonde, originarie, che sembrano chiamarci per nome. È quello che accade con L’Arminuta fin dalla prima pagina, quando la protagonista, con una valigia in mano e una sacca di scarpe nell’altra, suona a una porta sconosciuta.

Ad aprirle, sua sorella Adriana, gli occhi stropicciati, le trecce sfatte: non si sono mai viste prima. Inizia così questa storia dirompente e ammaliatrice: con una ragazzina che da un giorno all’altro perde tutto – una casa confortevole, le amiche più care, l’affetto incondizionato dei genitori. O meglio, di quelli che credeva i suoi genitori. Per «l’Arminuta» (la ritornata), come la chiamano i compagni, comincia una nuova e diversissima vita. La casa è piccola, buia, ci sono fratelli dappertutto e poco cibo sul tavolo. Ma c’è Adriana, che condivide il letto con lei. E c’è Vincenzo, che la guarda come fosse già una donna. E in quello sguardo irrequieto, smaliziato, lei può forse perdersi per cominciare a ritrovarsi. L’accettazione di un doppio abbandono è possibile solo tornando alla fonte a se stessi. Donatella Di Pietrantonio conosce le parole per dirlo, e affronta il tema della maternità, della responsabilità e della cura, da una prospettiva originale e con una rara intensità espressiva. Le basta dare ascolto alla sua terra, a quell’Abruzzo poco conosciuto, ruvido e aspro, che improvvisamente si accende col riflesso del mare.

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L’arminuta – la mia recensione

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Stiamo parlando di un libro della durata di 4 ore e 46 minuti, eppure è una storia immensa.

” Ripetevo piano la parola mamma cento volte, finché perdeva ogni senso ed era solo una ginnastica delle labbra. Restavo orfana di due madri viventi. Una mi aveva ceduta con il suo latte ancora sulla lingua, l’altra mi aveva restituita a tredici anni. Ero figlia di separazioni, parentele false o taciute, distanze. Non sapevo piú da chi provenivo. In fondo non lo so neanche adesso.”

Ben scritto (in fondo ha vinto il premio Campiello 2017), una storia che per quanto sia angosciante e cruda ho amato fin da subito. In 150 pagine c’è tanto: maternità, abbandono, resilienza, povertà non edulcorata…insomma, una piccola chicca da leggere o da ascoltare!

Chi è Donatella di Pietrantonio

Donatella Di Pietrantonio vive a Penne, in Abruzzo, dove esercita la professione di dentista pediatrico. Con L’Arminuta (Einaudi 2017, tradotto in piú di 25 paesi) ha vinto numerosi premi, tra cui il Premio Campiello, il Premio Napoli e il Premio Alassio. Per Einaudi ha pubblicato anche Bella mia (prima edizione Elliot 2014), con cui ha partecipato al Premio Strega 2014 e ha vinto il Premio Brancati, Borgo Sud (2020) e Mia madre è un fiume (2022, prima edizione Elliot 2011) vincitore del Premio Tropea.

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Recensione AudioLibro| Libri che mi hanno rovinato la vita, di Daria Bignardi.

Libri che mi hanno rovinato la vita, la trama

Trama "Libri che mi hanno rovinato la vita" di Daria Bignardi, Einaudi Editore

“Le situazioni pericolose, tristi, luttuose mi facevano vibrare come se solo nel dramma la vita si mostrasse davvero: nuda, integra, commovente”.

Ciascuno di noi, anche solo per un istante, ha conosciuto l’irresistibile forza di attrazione dell’abisso.

Daria Bignardi sa metterla a nudo con sincerità e luminosa ironia, rivelando le contraddizioni della sua e della nostra esistenza, in cui tutto può salvarci e dannarci insieme, da nostra madre a un libro letto per caso. Partendo dalle passioni letterarie che l’hanno formata, con la sua scrittura intelligente e profonda, lieve, Daria Bignardi si confessa in modo intimo – dalle bugie adolescenziali agli amori fatali, fino alle ricorrenti malinconie – narrando l’avventura temeraria e infaticabile di conoscere sé stessi attraverso le proprie zone d’ombra. E scrive un inno all’incontro, perché è questo che cerchiamo febbrilmente tra le pagine dei libri: la scoperta che gli altri sono come noi.

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Libri che mi hanno rovinato la vita – la mia recensione

Non è il primo libro che ascolto di Daria Bignardi (avevo ascoltato in passato “Storia della mia ansia“) ma è il primo che la svela per quella che era e che è.

Una lettrice compulsiva che analizza la sua attrazione intima verso la malinconia. L’ho trovata un’autobiografia ironica ed onesta con un grande messaggio di fondo: i libri ti accompagnano nella vita. Spesso sono quel peso che fa protendere l’ago della bilancia verso determinate scelte piuttosto che altre; in altri casi sono dei silenziosi compagni di viaggio che al momento del bisogno sono pronti ad accoglierti tra le loro pagine.

L’importante è che siano belli, i libri,e onesti, che non siano sciatti o furbi o pretenziosi, se no diventano irritanti o inutili, o fanno perdere tempo, e il nostro tempo sulla Terra è poco, e bisognerebbe vivere per sempre solo per leggere, che è così furiosamente bello.

Nonostante buona parte delle letture della Bignardi non appartengano al mio repertorio, ho apprezzato il tono di confidenza con cui l’autrice ha voluto raccontarsi.

Chi è Daria Bignardi

Daria Bignardi (Ferrara, 14 febbraio 1961) è una giornalista, conduttrice televisiva e scrittrice italiana.

Giornalista in attività dagli anni ottanta, ha esordito in Rai con Gad Lerner nel 1991 nella trasmissione Milano, Italia. Nel 1995 è passata a Mediaset, diventando conduttrice, tra l’altro, di talk show di costume e reality show (Tempi moderni e Grande Fratello). Su LA7 ha condotto Le invasioni barbariche. Come giornalista ha collaborato con Vanity Fair, ha diretto Donna dal dicembre 2002 al marzo 2005 e nel 2009 ha esordito come scrittrice (i suoi romanzi sono editi dalla Mondadori). È stata direttrice di Rai 3 dal 18 febbraio 2016 al 26 luglio 2017.

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Recensione AudioLibro| Questa è l’america, di Francesco Costa.

Questa è l’America, la trama

Recensione Audiolibro "Questa è l'America" di Francesco Costa.

Ci sono pochi posti nel mondo dove il divario tra quello che crediamo di sapere e quello che sappiamo è tanto ampio quanto nel caso degli Stati Uniti. L’influenza statunitense nei nostri consumi è così longeva che pensiamo di conoscere bene l’America quando in realtà, nella gran parte dei casi, la nostra idea è un impasto di luoghi comuni e poche informazioni concrete. 

Convinti che gli statunitensi siano tutti armati fino ai denti, non sappiamo, per esempio, che la metà delle armi in circolazione in America è posseduta dal 3 per cento della popolazione. Coltiviamo il luogo comune per cui gli Stati Uniti usino la mano pesante contro l’evasione fiscale e i reati dei cosiddetti colletti bianchi, ma in carcere ci vanno ancora soprattutto ragazzi neri. Ragioniamo e discettiamo sulla cultura americana e sulla sua idea di Stato e libertà, paragonando il tutto a quello che succede qui da noi, senza sapere o tener conto che gli Stati Uniti sono un Paese molto poco popolato: ci sono più persone nella sola New York di quante ce ne siano in 40 dei 50 Stati. 

Siamo abituati a leggere l’intera politica estera statunitense innanzitutto sulla base del petrolio, e della necessità di trovarlo, ma oggi gli Stati Uniti sono pressoché indipendenti dal punto di vista energetico. L’elenco potrebbe continuare. Allo stesso modo, abbiamo accolto il risultato elettorale più clamoroso in quasi tre secoli di storia statunitense, la vittoria del repubblicano Donald Trump alle presidenziali del 2016, a pochi anni di distanza dell’elezione di Barack Obama, primo presidente nero, come la logica e prevedibile conseguenza dei nostri luoghi comuni. Eppure ci sono fatti e cambiamenti profondi e non sempre visibili che spiegano eventi così straordinari. 

In quest’anno così cruciale per la politica statunitense, che porterà all’elezione di un nuovo presidente o alla rielezione di Trump, Francesco Costa riflette sulle trasformazioni e i problemi dell’America, quella vera, raccontandoci il doloroso ma inesorabile smarrimento di un Paese speciale che diventa ogni giorno più normale.

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Questa è l’America – la mia recensione

Recensione audiolibro "Questa è l'America" di Francesco Costa

Nel complesso è stata una lettura ascoltata molto piacevole. Ma forse sono di parte perchè apprezzo da sempre il lavoro di Francesco Costa e ammiro la sua capacità di poter trattare temi anche complessi in maniera “facile”, in modo che siano fruibili da tutti.

Il libro si articola in 8 tematiche da sempre calde per la storia Americana contemporanea e devo ammettere che, sebbene non sia una grande conoscitrice dell’argomento, ho trovato le prime tematiche un pò deludenti dal momento che ne avevo già sentito parlare in lungo e in largo. Ma forse il vero problema di fondo è stato il titolo: l’ho letto, sbagliando, come una promessa per poter comprendere veramente l’America; ho ipotizzato potesse essere rivelatrice di chissà quali arcani a me sconosciuti. Titolo forse un pò troppo arrogante per una lettura che, senza un’aspettativa così alta, rimane comunque coinvolgente e colloquiale.

Ad ogni modo, una bella lettura, indubbiamente arricchente (soprattutto se siete digiuni di storia Americana contemporanea).

Chi è Francesco Costa

È nato a Catania nel 1984 e si è laureato in scienze politiche all’Università degli Studi di Catania. Vive a Milano dal 2010.

Ha cominciato a scrivere online nel 2003 e ha aperto il suo blog nel 2007. Ha iniziato a lavorare come giornalista nel 2008 al quotidiano l’Unità e alla rivista Internazionale, per poi lavorare al giornale on-line il Post fin dalla sua fondazione, nel 2010, diventandone vicedirettore nel 2016. Ha collaborato con ILil Fogliol’Ultimo UomoGraziaRivista StudioDonna Moderna e Undici. Nel 2016 ha curato i testi del programma La Casa Bianca, trasmesso da Rai 3. È ospite frequente di Sky TG24 per commentare fatti di attualità, soprattutto statunitense. Conduce periodicamente Prima Pagina, la rassegna stampa di Rai Radio 3, e ha collaborato con Roma Radio, la radio ufficiale della Roma. Dal 2018 al 2020 è stato responsabile del corso biennale di giornalismo presso la Scuola Holden di Torino. Nel 2019 ha realizzato i podcast Milano Europa, un lungo reportage giornalistico sulla città di Milano e The Big Seven, in cui racconta le storie di sette persone rilevanti nella società americana contemporanea. Nel 2020 ha pubblicato per Mondadori il suo primo libro, intitolato Questa è l’America, seguito nel 2021 da Una storia americana, che ha esordito al primo posto nella saggistica e al secondo in classifica generale. Dal 2021 conduce per il Post il podcast giornaliero Morning, una rassegna stampa commentata.

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Codice Montemagno – recensione Storytel

Così come descritto dall’autore stesso, questo libro (audiolibro) è un promemoria di concetti che servono non solo agli adepti ma anche per chi vuole capire come funzionano determinate cose… ma soprattutto vuole far capire come determinati meccanismi possono manipolare la nostra visione degli eventi e delle cose.

Ci sono molti spunti interessanti, tra cui un lungo capitolo in cui si parla di Trump, della sua ascesa e dei punti chiave della sua campagna per arrivare a diventare il nuovo presidente degli Stati Uniti.

Parla di comunicazione e di tutto quello che ad oggi vuole significare. Mi sarei aspettata un’analisi più profonda e approfondita rispetto ai suoi video a cui sono abituata.

Se avessi dovuto acquistare il libro nel formato classico (cartaceo) forse avrei acquistato qualcos’altro. Come audiolibro, invece, sono 3 ore di lettura molto più vicina al linguaggio e alla forma a cui siamo soliti sentire Montemagno… interessante quindi da ascoltare!

Durata: 3 ore e mezza
Voce: Fabrizio Rocchi

Per acquistarlo: qui