Ogni mese il suo fiore| Marzo, scopri il fiore simbolo del tuo mese di nascita.

Sapevi che c’è un fiore associato al mese di nascita? Ebbene sì, che tu sia nata nel pieno dell’inverno o nelle temperature calde dell’estate, c’è un bellissimo fiore che ti rappresenta e ha un significato tutto particolare e che potrebbe svelare tratti della tua personalità. 

Il fiore del mese di Marzo: il Narciso

A marzo arriva la primavera e il fiore che rappresenta la rinascita per eccellenza è il narciso.

Per quanto si tenda a identificare con questo nome una persona un po’ egocentrica e vanitosa, è anche un fiore che simboleggia la bellezza non solo fisica. Per l’autostima di cui godi, non hai paura di metterti in gioco e dare il via a nuovi inizi.

Il significato dei fiori

Regalare un mazzo di fiori è un pensiero delicato e personale che fa sempre piacere a chi lo riceve. I fiori portano gioia e con un gesto semplice doni un tocco di allegria ed eleganza. Ma non è solo l’aspetto che conta. I fiori sono anche un dono che va al di là dell’apparenza. Con un mazzo puoi dire tante cose e comunicare ad una persona cara quanto le sei vicino e ci tieni a lei. Ecco perché è così importante scegliere con attenzione la specie: regala un tulipano anziché una rosa e il tuo messaggio cambierà totalmente.

Trova il tuo fiore da regalare: cerca il significato piu’ adeguato per l’occasione.

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Ogni mese il suo fiore| Febbraio, scopri il fiore simbolo del tuo mese di nascita.

Sapevi che c’è un fiore associato al mese di nascita? Ebbene sì, che tu sia nata nel pieno dell’inverno o nelle temperature calde dell’estate, c’è un bellissimo fiore che ti rappresenta e ha un significato tutto particolare e che potrebbe svelare tratti della tua personalità. 

Il fiore del mese di Febbraio: la Viola

La pietra del mese di febbraio è la viola caratterizzata dal suo colore viola, esattamente come il fiore di questo mese. La viola è estremamente delicata ed è simbolo di saggezza e lealtà, ecco perché sei di solito l’amica che consiglia e di cui tutte si fidano, soprattutto quando devono svelare un segreto.

Le viole sono di solito i fiori che si mandano quando si vuole ringraziare qualcuno di cuore.

Il significato dei fiori

Regalare un mazzo di fiori è un pensiero delicato e personale che fa sempre piacere a chi lo riceve. I fiori portano gioia e con un gesto semplice doni un tocco di allegria ed eleganza. Ma non è solo l’aspetto che conta. I fiori sono anche un dono che va al di là dell’apparenza. Con un mazzo puoi dire tante cose e comunicare ad una persona cara quanto le sei vicino e ci tieni a lei. Ecco perché è così importante scegliere con attenzione la specie: regala un tulipano anziché una rosa e il tuo messaggio cambierà totalmente.

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Ogni mese il suo fiore| Gennaio, scopri il fiore simbolo del tuo mese di nascita.

Sapevi che c’è un fiore associato al mese di nascita? Ebbene sì, che tu sia nata nel pieno dell’inverno o nelle temperature calde dell’estate, c’è un bellissimo fiore che ti rappresenta e ha un significato tutto particolare e che potrebbe svelare tratti della tua personalità. 

Il fiore del mese di Gennaio: il Garofano

Se sei nata/o nel mese di gennaio, proprio come questo bellissimo fiore, hai la forza di irradiare positività alle persone intorno a te, che ti reputano una buona amica e una sulla quale affidarsi in caso di aiuto. Sei quella che cerca sempre di vedere il bicchiere mezzo pieno in ogni situazione e per questo tende a sdrammatizzare ogni cosa.

Inoltre, nel linguaggio dei fiori, il garofano è quello che simboleggia le varie sfumature dell’amore, il rosso per quello più passionale, al bianco per esprimere la propria ammirazione, al rosa per la fedeltà.

Il significato dei fiori

Regalare un mazzo di fiori è un pensiero delicato e personale che fa sempre piacere a chi lo riceve. I fiori portano gioia e con un gesto semplice doni un tocco di allegria ed eleganza. Ma non è solo l’aspetto che conta. I fiori sono anche un dono che va al di là dell’apparenza. Con un mazzo puoi dire tante cose e comunicare ad una persona cara quanto le sei vicino e ci tieni a lei. Ecco perché è così importante scegliere con attenzione la specie: regala un tulipano anziché una rosa e il tuo messaggio cambierà totalmente.

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Regali artigianali | guida agli acquisti Natalizi consapevoli

Penso che dopo anni ed anni a dare codici sconto, a far crescere le aziende che vivono e sopravvivono grazie al consumismo, sia arrivato il momento delle persone. Ed e’ proprio alle persone che ho incontrato strada facendo e da cui ho acquistato dei pezzi unici che voglio iniziare.

Non intendo dire che il consumismo sia per forza un qualcosa di negativo (in fondo da da mangiare a una marea di persone), dico pero’ che si e’ persa la ricerca dell’unicita’. Vestiamo tutti i figli nello stesso modo, vestiamo tutti le stesse scarpe… e ripeto, non sto dicendo che ci sia qualcosa di male perche’ sarebbe un argomento decisamente troppo complesso da eviscerare in un post di natale 🙂

Ma almeno ricordiamoci dei regali.

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La mia risposta e’ qualcosa di unico. Un qualcosa che ho pensato esclusivamente per te, che e’ stato fatto per te e che solo tu avrai.

Per i tuoi acquisti natalizi scegli l’artigianato. So che in una giungla di prodotti scontati a prezzi ridicoli e subito disponibili può essere difficile cambiare abitudine, soprattutto per chi non si è ancora avvicinato al mondo dell’handmade.

Chi conosce il mondo dell’artigianato sa che dietro un prodotto c’è sempre una persona (a volte anche più di una), e dietro ai vostri regali artigianali ci sono loro, le persone che li hanno creati.

Non aspettatevi una lista di “oggetti”, perche’ quelli li sceglierete voi, quanto piu’ una lista di persone a cui affidarsi per i vostri regali natalizi.

  • Articoli con il profumo della Terra Maasai: Pamojashop

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YUKA | L’app per fare la spesa piu’ sana.

E’ ormai un mesetto che utilizzo l’app Yuka e mi sento di dire che ci ha aperto un mondo, almeno per quanto riguarda la spesa per la nostra famiglia.

Ma soprattutto, credo abbia demolito tutte quelle sicurezze relative al “se spendo di piu’ per un prodotto, sicuramente sara’ migliore”. E invece no, non funziona cosi’.

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Che cos’e’ YUKA?

È appena sbarcata anche in Italia una app francese che ha già 20 milioni di utenti nel mondo, e che potrebbe cambiare in meglio il nostro modo di mangiare, e non solo: si chiama Yuka, si scarica gratuitamente da App Store e Play Store e, con un semplice sistema di scansione del codice a barre, mostra tutte le caratteristiche di prodotti alimentari e cosmetici e ci dice se fanno bene oppure no.

Come funziona l’app Yuka?

Yuka elenca quanti zuccheri, sale, calorie, fibre, grassi saturi e additivi contengono i cibi, e che tipo di sostanze chimiche ci sono invece nei prodotti di bellezza e per l’igiene personale, assegnando a ogni componente del prodotto (prima del prodotto finale) un bollino di un colore diverso a seconda del livello di rischio: senza rischi (disco verde), rischio ridotto (disco giallo), rischio moderato (disco arancione), dischio elevato (disco rosso). In più, in questi ultimi due casi, Yuka indica anche un’alternativa più sana, o con un impatto più basso.

«Per la valutazione dei prodotti alimentari – spiega il team di Yuka – ci basiamo su tre criteri. Il 60% del punteggio è basato sulle caratteristiche nutrizionali del prodotto, determinate in base al metodo Nutri-Score». Si tratta del sistema di etichettatura a semaforo (adottato in Francia e fortemente osteggiato da diversi Paesi dell’Unione) che valuta un prodotto con un certo colore in base al contenuto di sostanze benefiche come le fibre o ingredienti come la frutta, e dannose come grassi saturi e zuccheri causa di diabete e malattie cardiovascolari.

«La presenza di additivi – proseguono i creatori della app – rappresenta poi il 30% della valutazione: si tiene conto delle opinioni di centri scientifici di riferimento come EFSA, ANSES, IARC ma anche di molti studi indipendenti e, in base a questo, ogni additivo si abbina un certo livello di rischio. I dettagli del rischio associato a ciascun additivo, nonché le corrispondenti fonti scientifiche, sono anche riportati nell’applicazione.

Infine il 10% del punteggio è un bonus ai prodotti bio con marchio ufficiale nazionale o europeo che garantiscono l’assenza dell’uso di pesticidi chimici, OGM e gli additivi più controversi». Questo bonus, inoltre, è il primo passo per valutare i prodotti anche in base all’impatto ambientate

YUKA e i prodotti consigliati

Le alternative proposte da Yuka in caso di prodotti mediocri o scarsi, e cioè prodotti simili ma migliori per la salute, vengono poi suggerite in base a un algoritmo che cerca un prodotto della stessa categoria e la disponibilità, in modo che sia facilmente reperibile.

I prodotti che ho cambiato grazie a YUKA

E qui veniamo al bello. Anche perche’ onestamente ho sempre pensato di sapere che cosa stavo comprando, forte del fatto di dover leggere le etichette molto piu’ spesso di una qualsiasi persona normale (chi ha delle allergie/intolleranze mi potra’ capire).

Fortunatamente tutta la mia dispensa di prodotti senza glutine si attesta su una scala piuttosto alta, e cosi’ sono andata avanti.

Qui di seguito trovate la mia lista dei prodotti che mi sono “caduti in basso” dopo la scannerizzazione. Vi lascio anche le alternative migliori (che hanno dell’incredibile).

  • Plasmon 9/100 … ve lo devo dire il costo di ogni pacco? Un salasso
    • Biscotti Prime Pappe (eurispin) 58/100
    • Biscotti per l’infanzia biologici coop 58/100
    • Biscotto Humana 66/100
  • Salviettine Bimbi Care 86/100 1,99€
    • Pampers Sensitive 86/100 2,50€
    • Fria 100/100
    • Fresh & Clean 100/100 1,99€
    • Dermande babycare 100/100
  • Detergente shampoo delicato Mustela 72/100
    • Johnson s baby shampoo 14/100
    • Bagnoschiuma dermatologico Dermande’ 32/100
    • Baby moments shampoo Chicco 39/100
    • Bagnetto biologico “I Provenzali” 45/100
    • Bagnetto primi mesi fissan 73/100
    • Baby Bain Lupilu 93/100 (prodotto Lidl!)
    • Bagnetto corpo/capelli coop 93/100 (prodotto coop)
  • Chilly Delicato 33/100 2,70€
    • detergente coop 58/100
    • felce azzurra 58/100
    • Neutro Med 69/100
    • I Provenzali bio 86/100
    • Biolis Nature 86/100
    • Detergente intimo Cien 93/100 (prodotto Lidl!) 1,99€ !!
  • Deodorante Borotalco 15/100 1,50€
    • Dove deo stick 0/100
    • Deodorante Vichy 90/100 6,00€ !!!
    • Derma Zero Neutro roberts 93/100
    • Aloe deostick Equilibria 100/100 4,50€
    • Soft Roll-on della Coop 100/100 1,39€ !!

Le prime volte a fare la spesa ho letteralmente scansionato ogni singolo prodotto, dopo la scottatura con i Plasmon ho pensato che potrebbe essere tutto green wash o comunque finti prodotti di qualita’. E infatti cosi’ e’ stato.

Fatemi sapere se anche voi avete utilizzato quest’app e se questi confronti vi hanno stupito o eravate gia’ a conoscenza della loro “bonta’ “.

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2 ricette illustrate da stampare

Era da tempo che pensavo a delle ricette illustrate, ma non essendo super brava in cucina ho sempre preferito non divulgare le mie ricette per paura che poi potessero non essere troppo apprezzate :). Ma oggi non ci sono piu’ scuse. Da quando Sara Bonini ha preso parte come contributor del blog con la pagina In cucina con la Cami, ha preso piede l’idea di creare delle ricette che fossero stampabili.

Sappiamo tutti quanto e’ fastidioso leggere le ricette dal telefono, e quindi… abbiamo lavorato per voi!

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2 ricette illustrate da stampare

Qui sotto trovate 2 ricette da poter stampare nel formato che desiderate. Se vi piacciono questi contenuti, fatecelo sapere qui sotto 🙂 oppure ricondividete l’articolo!

Illustra la tua ricetta 🙂

Stai cercando una ricetta illustrata che sia fatta apposta per te, oppure hai dei suggerimenti per i prossimi contenuti? Visita lo Shop dedicato con tutte le stampe acquistabili, oppure scrivetemi qui .

Ancona: tra tipicita’ culinarie e prodotti slow food

Immersa in una delle aree marine piu’ belle d’Italia, protetta dal Parco Naturale, offre scenari d’acqua e terra davvero unici: un paradiso naturale per gli amanti del relax, dove praticare vari tipi di sport, da esplorare a piedi, in mountain bike o a cavallo e fare interessanti scoperte d’arte e soste gourmet.

Qui ti consiglio la guida per poter conoscere Le Marche ed Ancona.

Ancona citta’ di tradizione e bandiera Blu

Ancona, capoluogo con una grande vocazione marinara, e’ la citta’ bandiera blu che racchiude in se una grande tradizione culinaria che si e’ fatta influenzare anche dalle terre piu’ lontane grazie al suo rinomato porto (via principale per il commercio con l’est).

Dal porto, infatti, si puo’ raggiungere in pochi minuti il centro storico dove sono concentrati i bei palazzi, i luoghi di fede , quelli della cultura e della movida. Convivono infatti in armonia la Chiesa di San Domenico e il Palazzo del Governo, la Torre Civica , la biblioteca e il museo della Citta’.

Che cosa mangiare ad ancona: 5 piatti da provare assolutamente in terra marchigiana.

Non sono cozze, sono Moscioli!

Attaccati alle pareti del Monte Conero i moscioli selvatici sono ormai diventati tipicità e specialità culinarie uniche della zona che si trova solamente nel periodo da aprile ad ottobre. Oggi il mosciolo del Conero è diventato presidio Slow Food e il mio consiglio e’ quello di provarli cucinati alla marinara: con abbondante olio di oliva, limone, prezzemolo e pepe macinato fresco.

I Paccasassi

 E’ un finocchietto marino, per intenderci, che quasi scompare d’inverno per ricomparire in primavera nella zona del Monte Conero. Si abbina alla mortadella, al tonno oppure in antipasto (paccasassi e le alici marinate, come propongono al ristorante Emilia di Portonovo) e si può usare anche per marmellate e salse.

Crocette o Bombetti In Porchetta All’anconetana

Sono un piatto di molluschi dal sapore unico dato dal finocchio selvatico e il rosmarino, in combinazione con l’aglio, il pomodoro, il peperoncino e il vino bianco.

Gnocchi alla papera

Piatto tipico della tradizione marchigiana: un piatto di fatto povero ma ricco di gusto, come tutti i piatti che arrivano dalla tradizione popolare. Un sugo d’anatra corposo che sa di entroterra.

Pizza al formaggio

Si chiama pizza ma somiglia più a una torta soffice, a un panettone salato, con uova e formaggio. Che sia una ricetta tipica del periodo di Pasqua lo fa intendere anche il procedimento per la ricetta originaria della Pizza di Pasqua, che  voleva fossero utilizzate 40 uova (tante quanti i giorni della Quaresima)

Dove mangiare ad Ancona

In estate Ancona comincia a prendere vita soprattutto la sera a partire dal tramonto quando iniziano gli aperitivi, che si consumano principalmente in quella che viene chiamata Piazza del Papa (Piazza del Plebiscito) per via dell’enorme scultura di Clemente XII che svetta sul ripiano al centro della piazza.

Qui ti consiglio la guida per poter conoscere Le Marche ed Ancona.

Dove fare colazione?

Durante il periodo estivo, la mia scelta e’ solo una e ne avevo parlato nell’articolo qui sotto:

Colazione a Portonovo

In una delle spiagge assolutamente da non perdere nel vostro soggiorno ad Ancona o dintorni c’e’ la possibilita’ di gustare la colazione migliore che abbiate mai fatto. Qui ti consiglio la guida per poter conoscere Le Marche ed Ancona. Chi non conosce Portonovo? La bellissima spiaggia dominata dalla massiccia presenza del monte Conero alle spalle… Altro

Fare cena ad Ancona

Da Piazza del Papa si sale poi verso via Pizzecolli per un incontro ravvicinato con l’arte; la strada e’ punteggiata da edifici nobiliari tra cui Palazzo Bosdari che ospita la Pinacoteca Civica.

A pochi passi si mangia da La Degosteria, cucina del territorio in chiave contemporanea. Riconosciuti per lo stoccafisso all’Anconitana, propongono piatti della tradizione con grandi ingredienti studiati in maniera del tutto originale.

Ad accompagnare i piatti, una cantina di tutto rispetto con un occhio di riguardo per la selezione di vini del territorio (cantina “La Calcinara” da provare assolutamente). Sono inoltre attrezzatissimi anche per le persone celiache o con allergie alimentari.

Oppure su @giulia_gribaudo_

Pollice nero? Ecco perche’ non esiste

Il Pollice Nero non esiste. E di questo ne sono fermamente convinta.

E’ un simpatico modo per giustificare una scarsa capacità nel prendersi cura delle piante che non deriva dall’impossibilita’ di farlo, quanto piu’ dalla mancanza di voglia. Probabilmente se qualche anno fa avessi letto un articolo che iniziava cosi’ avrei chiuso tutto e mi sarei sentita anche un po’ offesa. Ma la me di qualche anno fa non aveva la voglia di star dietro a delle piante e cosi’ dava la scusa al pollice nero, che tutto e’ tranne che un pericolo per le piantine.

Quello che vorrei insegnarti oggi è che in realtà il pollice nero è solamente una leggenda metropolitana, perché tutti noi siamo in grado di crescere rigogliose pianticelle. Basta solo farsi un piccolo esame di coscienza e capire quali sono i nostri punti deboli. Oggi ti raccontero’ come ho fatto a trasformare il mio pollice nero in una mente verde.

La scelta delle piante.

  • Il primo consiglio è quello di scegliere piante che possano esserti utili in cucina, anche se non sei uno che ama cucinare. Avere una pianta aromatica (menta, timo, melissa ecc) in casa o sul balcone stimolerà i 5 sensiaumentando anche il desiderio di prendertene cura. Poter toccare le sue foglie per annusarne il profumo rilassante o rinfrescante ti spronerà nel vincere la pigrizia! Se poi ti piace cucinare, poter utilizzare le foglioline della tua piantina nelle ricette, costituirà un incentivo per impegnarti a dedicarle le cure necessarie!
  • Il secondo consiglio, molto pratico, è di metterti un promemoria sullo smartphone per ricordarti che -per esempio- tutti i mercoledì devi dare da bere alla tua pianta. Ti basta selezionare un orario in cui sai già di essere in piedi perché impegnato in qualche attività. Per esempio alle 20, quando stai preparando la cena. In questo modo riuscirai anche a dedicare un minuto alla tua pianticella, senza dover fare lo sforzo di alzarti dal divano!

Studia/ impara/ ascolta

Il mio primo vero step e’ stato quello di seguire delle persone su Instagram che parlassero di piante, che avessero dei contenuti attrattivi, che mi portassero a voler imparare qualcosa di nuovo.

Cosi’ nell’arco di qualche mese, senza nemmeno rendermene conto, ho imparato un sacco di nomi di piante e un passo ha portato ad un altro: il desiderio di saperne di piu’, il voglia di riuscirci anch’io.

Quando e’ cambiato realmente tutto?

Quando ho iniziato a prendermi del tempo. Il tempo per non essere sempre di corsa, il tempo per poter oziare, il tempo per poter scoprire e il tempo per imparare. E’ cambiato tutto nel momento in cui ho assaggiato il primo pomodorino coltivato con le mie mani; quando ho visto il primo avocado germogliare grazie alla tecnica che fino a qualche anno fa solo pochi sapevano. Insomma, e’ cambiato tutto quando ho iniziato a credere di non avere il pollice nero e quando ho iniziato a trattare le piante come degli esseri che hanno bisogno di qualcosa.

Inizia con delle piante semplici

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Come costruire una serra – la versione ottimizzata e facile

Complice questa pandemia globale, in questo mese ho potuto dedicare piu’ tempo al giardino e alla preparazione di esso in vista del periodo migliore dell’anno: la primavera e l’estate.

Abbiamo rivisto completamente il nostro spazio esterno e tra le varie migliorie apportate non poteva non esserci la serra.

Perche’ costruire una serra?

Tralasciando il fatto che abbia da sempre sentito l’esigenza impellente di avere una serra tutta mia perche’ sono succube probabilmente dello stereotipo..in realta’, i vantaggi che porta sono numerosi.

I vantaggi sono tanti, primo tra tutti il fatto che con una serra si possa prolungare una coltivazione o coltivare in periodi dell’anno che sarebbero proibitivi per il clima.

E’ uno spazio dove poter anticipare le colture: e questo sara’ il mio scopo primario.

E’ uno spazio dove poter ricoverare delle piante che necessitano di un incitamento.

Come costruire una serra?

Ci sono svariati modi, a seconda del tipo di materiale che uno vuole usare e della grandezza della serra.

La mia piccola greenhouse e’ stata facilissima da realizzare e, soprattutto, ideale per chi non ha grandi dimensioni a disposizione (e’ larga un metro quadrato all’incirca).

I materiali per costruire questa serra sono:

  • kit bastoncini per serra (trovate nella sezione giardinaggio quelli proprio per le serra, l’importante che siano flessibili e modulabili)
  • telo trasparente per serra
  • fascette da elettricista

Ho prima di tutto cercato di dare una forma alla serra con i bastoncini flessibili. Una volta capita la forma e la lunghezza dei bastoncini ho costruito un’asola nella quale far passare e fissare il primo bastoncino.

Ho poi ancorato alle pareti (nel mio caso e’ una recinzione, quindi ho fascettato tutto alla rete) la prima volta della mia serra. Dall’interno ho poi aggiunto le altre 2 volte della serra e tirato bene il telo, fissando ogni volta i bastoncini alle pareti.

Con il primo telo ho coperto il senso orizzontale della serra, da sinistra verso destra; con il secondo telo ho invece coperto la lunghezza della serra: ho fatto quindi passare il telo da dietro, sopra alle volte e poi davanti. Anche in questo caso ho fascettato dove possibile, soprattutto sulla parte anteriore, in modo da creare una sorta di ingresso.

Mi e’ stato molto utile all’inizio avere dei punti fissi veloci: e’ bastato usare del nastro da pacchi per fermare il telo nei punti dove scivolava e poter lavorare e fissare in maniera piu’ definitiva con le fascette.

Come organizzare la serra?

L’organizzazione di una piccola serra puo’ essere in realta’ molto piu’ difficile rispetto a quella di una serra grande dove puoi probabilmente appoggiare “ovunque” le cose, perche’ tanto in fondo hai spazio a sufficienza. L’ottimizzazione dello spazio e’ la risposta e la mia organizzazione sfrutta ogni singolo angolo o altezza a disposizione.

All’interno mettero’ un tavolo che sara’ il mio piano lavoro e il piano su cui sviluppero’ delle mensole dove poter poggiare tutti gli strumenti che possono essere piu’ utili al bisogno.

Sotto al tavolo mettero’ invece tutti i vasi, le terre e terricci che possono essermi utili per i travasi, piuttosto che per la creazione di talee.

Per vedere la realizzazione finale, cercami su instagram! Mi trovi come @giuliaconlagiaccarosablog o @giulia_gribaudo_

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Ricetta per i Pan Goccioli fatti in casa

Che tu sia amante della colazione dolce o salata non importa…già, perchè questi soffici e profumatissimi panini dorati mettono d’accordo chiunque!
Semplici da realizzare, perfetti per la colazione o la merenda, ottimi da congelare e avere sempre a portata di mano.(vi basterà scongelarli la sera per la mattina, ancora più buoni se li scaldate pochi minuti nel fornetto)

Ingredienti per 10/12 pan goccioli:

250 g di farina 00
250g di farina Manitoba

10 g di lievito di birra fresco
80 g di zucchero
10 g di sale
1 cucchiaino di miele
1 albume d’uovo
2 tuorli
75 g di burro

80 g di gocce di cioccolato
1 cucchiaino di estratto di vaniglia
scorza di limone bio grattugiata
150 g di acqua temperatura ambiente
115 g di latte intero

Per lucidare:
1 tuorlo d’uovo con un cucchiaio di latte

Come preparare i pan goccioli?

La ricetta originale e’ quella di Enrica Panariello, qui trovate la mia versione.

Nella ciotola della planetaria mescolate l’acqua, il miele, il lievito, 150 g di farina presa dal totale e fate lievitare fino al raddoppio in un luogo asciutto. 

Dopo circa 1 ora e 30 minuti quando il lievitino inizierà a gonfiarsi e a fare le prime fossette, iniziate ad impastare con il gancio a foglia (frusta K) in questo modo: aggiungete latte, zucchero e poca farina (quanto basta per incordare, pochi cucchiai).

Inserite ora l’albume e un tuorlo d’uovo, continuando a mescolare.

Unite l’ultimo tuorlo e  il sale e tutta la farina restante.

Continuate ad impastare staccando ogni tanto l’impasto dal gancio e capovolgetelo in modo d’avere un impasto ben amalgamato. Inserite poco alla volta il burro morbido a pezzetti, la vaniglia e la scorza di limone. 

Montate il (gancio ad uncino) unite le gocce di cioccolato fredde e impastate a bassissima velocità, capovolgendo qualche volta l’impasto e fino a quando le gocce saranno ben distribuite. 

Spostate l’impasto su un piano di lavoro e con le mani arrotondatelo, formate una palla e mettetela a lievitare in una ciotola oliata ben coperta con pellicola alimentare fino a quando non triplica, circa 2 ore nel forno spento.

Quando l’impasto è lievitato procedete alla formatura delle palline. Dividetelo in 12 palline di 85 g l’una circa (o delle dimensioni che preferite se le volete piu piccoline).

Spennellatele di tuorlo sbattuto con latte e mettetele a riposare per almeno 2h, ben distanziate: passato il riposo, spennellate di nuovo e infornate a 180° x 16/18 min

Ecco che i vostri deliziosi panini al latte e gocce di cioccolato saranno pronti!

La casa sarà inondata da un delizioso profumo al quale vi sfido a resistere 😉