Recensione Libro| Le ossa parlano, di Antonio Manzini

Le ossa parlano: trama

Un medico in pensione scopre nel bosco delle ossa umane. È il cadavere di un bambino.

Michela Gambino della scientifica di Aosta, nel privato tanto fantasiosamente paranoica da far sentire Rocco Schiavone spesso e volentieri in un reparto psichiatrico, ma straordinariamente competente, riesce a determinare i principali dettagli: 10 anni, morte per strangolamento, probabile violenza.

È un’indagine che costringe il vicequestore Schiavone alla logica, a un procedere sistematico, a decifrare messaggi e indizi provenienti da ambienti sotterranei.

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Le ossa parlano – il mio pensiero personale

Nonostante non sia il mio genere preferito, ho apprezzato molto la natura umana di ogni personaggio. L’indagine viene fatta sulle ossa di un bambino di dieci anni e ho trovato a tratti difficile immaginare la scena per la sua crudeltà intrinseca.

Ho però amato i dialoghi, il ritmo della narrazione per niente lenta e sempre attenta al contesto dei personaggi che oltre ad avere un incarico ufficiale come quello della ricerca della verità sul caso del piccolo Mirko, dimostrano un’umanità disarmante.

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Chi è Antonio Manzini

Antonio Manzini è scrittore e sceneggiatore. Tra i suoi primi libri troviamo Sangue Marcio e La giostra dei criceti (del 2007) ripubblicati da Sellerio. La serie con Rocco Schiavone è iniziata con il romanzo Pista Nera del 2013 a cui sono seguiti altri 12 romanzi sempre pubblicati dalla casa editrice Sellerio.

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